di Claudio Molinelli – Studiare anche il “Libro della Creazione”, per essere comunque più vicini a Dio: è questo il fondamento degli interessi scientifici coltivati dai monaci vallombrosani. Lo testimoniano numerosi volumi e testi contenuti nell’archivio dell’Abbazia, che dimostrano anche la presenza di Galileo Galilei a Vallombrosa.

 

Tutto ciò viene ora presentato nella mostra “I monaci e la cultura scientifica tra ‘600 e ‘800” che si svolge dal 21 giugno al 31 ottobre a Vallombrosa, nel Museo dell’Abbazia, organizzata dal Comune di Reggello in collaborazione con l’Abbazia di Vallombrosa, Museo Masaccio di Arte Sacra, Sistema Museale Chianti Valdarno e con il contributo della Regione Toscana-Consiglio Regionale. L’inaugurazione è prevista per sabato 21 giugno alle 11.

 

Lo studio delle discipline scientifiche ha avuto un ruolo di grande rilievo nell’esperienza monastica vallombrosana; i monaci si occupavano infatti di botanica, astronomia, ottica, matematica, geometria, meccanica, meteorologia, idraulica. Erano al tempo stesso teologi e scienziati, anche quando la scienza cominciò ad assumere una propria fisionomia diversa dalla filosofia e dalla teologia; lo conferma la corposa collezione di volumi presenti nella Biblioteca dell’Abbazia.

Per illustrare come si è sviluppato questo lungo e importante lavoro, la mostra è suddivisa in quattro sezioni: botanica, matematica, astronomia e meteorologia. Per ognuna di queste si possono ammirare i volumi frutto dell’ indagine e della ricerca svolta dai monaci.

 

Un’intera e ampia sezione è dedicata al rapporto che i monaci ebbero con Galileo Galilei, in gioventù novizio vallombrosano, anche per celebrare il 450° anniversario della nascita del grande astronomo. Alcune testimonianze scritte dell’Abate Diego De’ Franchi, dimostrano la presenza del giovane Galileo nell’Abbazia di Vallombrosa. In seguito, le lettere del monaco Orazio Morandi indirizzate a Galilei, ed esposte nella mostra, mostrano la continuità del rapporto con l’ambiente monastico. In questa sezione vi sono altri interessanti oggetti provenienti dal Museo Galileo (esposti in replica per l’impossibilità di spostare gli originali): una serie di termometri utilizzati per le misurazioni della temperatura, nel periodo (XVII secolo) in cui Vallombrosa faceva parte della Rete Medicea e ospitava un osservatorio meteorologico. Si può anche ammirare una replica del cannocchiale di Galileo e un globo celeste appartenente ai monaci.

 

La mostra rimane aperta dal 21 giugno al 31 ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Il costo del biglietto intero è 3 euro, ridotto 2,50 euro.  Sono possibili visite guidate su prenotazione. A disposizione dei visitatori quattro appuntamenti con le “Visite Teatrali”, dal titolo “De’ venti e del loro nascimento” il 24 e 31 luglio ed il 7 e 21 agosto alle 16. Si tratta di un divertente percorso all’interno della mostra e dell’abbazia in compagnia dei venti, per conoscere la loro natura e le loro proprietà. Un altro appuntamento con il teatro è previsto tutti i giorni dal 10 al 15 agosto alle 17,30, nel Chiostro del Mascherone, all’interno dell’Abbazia con lo spettacolo basato su un canovaccio di Galileo “Lo scienziato commediografo: quel che ha da essere andar con arte seguitando”. Le visite Teatrali e gli spettacoli sono allestite dal gruppo della Pieve di Cascia (Reggello).

 

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito www.ivallombrosaniegalileo.it, o inviare una e-mail a info@ivallombrosaniegalileo.it.