– servizio di Giuseppe Ponterio –

Opera viva” è un’opera monumentale di Matteo Baroni esposta recentemente al pubblico alle Serre Torrigiani a Firenze

Si tratta di un’installazione costituita da tondini di ferro, quelli che in edilizia armano il cemento, quelli di scarto, che danno vita ad un gazebo cupolato con sedute, tavoli e altalene.

” Piccole cupole di ferro, dalle forme così biologiche e naturali da essere pronte a sparire quando vengono pacificamente invase dai vegetali rampicanti cui sono destinate”. ( Tomaso Montanari)

Un rapporto interattivo tra Natura e arte : da quando l’opera è stata completata, infatti, i tondini di ferro che la compongono hanno cominciato ad intrecciarsi con le piante rampicanti intorno, con i kiwi, con il glicine e i gelsomini, trasformando magicamente gli elementi della struttura nei rigogliosi rami di un grande albero.

E’ uno spazio di aggregazione e d’interazione dove la dualità fra materia organica e inorganica è interpretata in un rapporto in continua evoluzione, mutevole come ogni aspetto del Creato all’interno del quale l’uomo è chiamato a confrontarsi.

Una immagine poetica, quella della Natura che anima il ferro.

Mi sovviene una riflessione: il dialogo tra l’uomo e il Creato è veramente costruttivo e proficuo da entrambe le parti: all’azione umana, che dovrebbe prefiggersi la tutela e lo sviluppo della Natura, corrisponde l’attività della Natura che comunque esalta la genialità dell’Uomo.

Ecco il senso di “opera viva” : quella in ferro inventata dall’uomo è solo una parte del tutto, il resto lo fa Natura!

L’esperienza di Matteo Baroni non è certamente nè la prima nè l’unica: basti pensare al progetto Arte Sella!

Nato nel 1986 in Val di Sella, presso Borgo Valsugana, il progetto ha preso forma con l’obiettivo di far comunicare e condividere arte contemporanea e territorio attraverso il coinvolgimento di artisti, le cui opere sono visibili lungo tre percorsi espositivi d’eccezione: Giardino di Villa Strobele, Sentiero Montura e l’Area di Malga Costa. La co-creazione artistica, la difesa della natura in quanto scrigno di memoria e l’uso prevalente di materiali naturali, sono i tratti comuni che caratterizzano le opere esposte.

Il 18 giugno prossimo il percorso, in uno spazio appartato dell’Area di Malga Costa, si arricchisce di “Physis” di Arcangelo Sassolino: un dialogo incessante tra arte, tecnologia e Natura!

E se vi capita di passare per San Martino in Badia non perdete l’occasione di attraversare la “Val dl’Ert”: un cammino nel bosco dove sono collocate sculture permanenti acquisite durante le ultime edizioni della biennale artistica SMACH.

INFO:

www.serretorrigiani.it

www.artesella.it

www.smach.it