servizio e foto di Edoardo Abruzzese

Olfatto, un senso da sempre bistrattato, basti pensare ad Aristotele nel “De anima”!

Spesso confondiamo gli odori con i profumi, sottovalutando quel senso, uno dei cinque, che ci permette di cogliere la vita che ci circonda in tutti i suoi molteplici e profondi aspetti!

Scrive Raffaele Palumbo, giornalista :

Avete presente quelle cose indispensabili, importantissime, capaci di determinare le nostre vite ma di cui ci dimentichiamo facilmente perché le diamo per scontate? Quando c’è stata la pandemia da Sars-Cov-2 abbiamo presto imparato una parola: anosmia. Ovvero la perdita totale, temporanea o definitiva, del senso dell’olfatto, spesso causata proprio da infezioni virali. Quella parola metteva un’etichetta scientifica a una (ri)scoperta drammatica: i nostri sensi determinano la nostra vita e la qualità del nostro stare al mondo in ogni istante. E insieme ci metteva di fronte alla straordinaria importanza dell’olfatto, senso spesso dimenticato!”

Sull’argomento abbiamo letto di recente Profumo. Sociologia dell’olfatto di Samuele Briatore (Marsilio Editori): un saggio che, come ci dice lo stesso autore “eleva il profumo da semplice cosmetico a “dispositivo sociale” essenziale per comprendere identità, memoria e relazioni umane.

Prima del profumo, c’è l’odore – e l’odore è un indice profondo dell’identità umana.”.

Non è un caso che nella lingua ladina “profumo” e “odore” si indicano con lo stesso termine : “tof”.

L’introduzione di David Le Breton, antropologo sensoriale, ci trasmette il senso profondo del testo di Briatore «Il profumo è la nostra ombra invisibile: ci avvolge, ci precede, ci tradisce. È la memoria che riaffiora all’improvviso con l’odore dell’erba tagliata, con il flacone della madre lasciato su un comò, con la scia che resta nell’aria dopo un incontro. È segno di identità e al tempo stesso promessa di metamorfosi: basta una fragranza per cambiare la percezione di sé e degli altri».

Ecco perchè vorrei concludere con quanto affermato da Maria Letizia Longo nel saggio “Piante e profumi” ( Libreria Salvemini Firenze): “Quando il nostro olfatto viene stimolato da odori e profumi naturali che hanno specifiche proprietà, riesce ad attivare, grazie alle molecole odorose, le strutture cerebrali

con le conseguenze che conosciamo!