Servizio a cura della redazione di OrientePress – foto di Edoardo Abruzzese
Siamo in Palazzo Vecchio, Sala Firenze Capitale, la scorsa settimana.
In programma la premiazione dei finalisti del Premio Internazionale I profumi di Boboli, tema 2025, “profumo di casa”.
Scopriamo che tra i finalisti c’è un’intera classe che si è alzata notte tempo per prendere l’unico treno garantito da Carrara, in tempo di sciopero.
Ecco..si è aperto un mondo…
quello della ricerca, della sensibilità, della condivisione, della cultura, quella vera!
Adesso facciamo parlare loro, affiancati dall’Insegnante di Chimica, Gianluca Farusi.
“La nostra classe 4^B indirizzo Chimica e materiali dell’IIS Zaccagna-Galilei, sede Galilei, è composta da 17 studenti di cui 4 studentesse.
Fra i vari obiettivi di Educazione Civica previsti figura la COMPETENZA N.1 DM 07/09/2024 N.183, declinata nell’obiettivo di apprendimento: valorizzare la storia della comunità territoriale.
Ci è stato proposto un percorso che, da un lato prevede ricerche, anche archivistiche, sul periodo Cybeo, dall’altro la realizzazione, e la ripetizione in laboratorio, di quelli che sono gli aspetti e le applicazioni “scientifico-tecnologiche” dell’epoca: tintura delle stoffe con estratti di castagne e mallo di noce per il nero, o di robbia per il rosso, … produzione di sapone che serviva per l’industria della lana, … ma anche ricette ricavate da quanto rimane dai documenti degli speziali o aromatari coevi, un esempio su tutti la conserva di cedrino.
Quando siamo venuti a conoscenza del Premio Internazionale I profumi di Boboli, “profumo di casa”, per la nostra classe, in cui sono presenti allievi sia liguri che toscani, è stato quindi abbastanza automatico collegare il tema della “casa”, ad Alberico, figura che unisce in sè non solo le case di tutti gli allievi, liguri e toscani, ma anche Boboli! … come testimonia il suo stemma dove è presente lo spino fiorito dei Malaspina, la croce e banda a scacchi dei Cybo (genovesi) e nel cuore lo stemma mediceo, composto da sei palle rosse e una azzurra, caricata di tre gigli d’oro con cui il principe voleva ricordare che la nonna paterna apparteneva alla casata de’ Medici.
La nostra “casa” di riferimento è stata quindi quella di Alberico Cybo Malaspina, Principe di Massa e Marchese di Carrara, il quale, principe dal gusto rinascimentale, lasciò un’impronta notevole anche nell’edificazione delle sue residenze e del giardino rinascimentale di Camporimaldo, ricco di piante di agrumi.
La ricerca archivistica è stata quella che ha preceduto l’assiduo lavoro laboratoriale.
Esiste un estratto da una lettera di Alberico al duca Cesare d’Este del 7 Gennaio 1607 che evidenzia come le fragranze di arancio amaro, meliloto, mirto e lavanda dovessero senz’altro “essere di casa”.
Abbiamo impiegato lungo tempo nell’identificare il possibile significato del termine “tribuli”. Anche attingendo a fonti coeve, quali ad esempio, il Targioni Tozzetti, l’identificazione della pianta non era chiara ed almeno quattro o cinque specie vegetali erano indicate con quel termine.
Alla fine abbiamo optato per il meliloto per due motivi: a) fra le piante indicate era l’unica ad avere una fragranza tale da potersi dire piacevole all’odorato 2) il termine tribuli (triboli, trigoli, triguli) ricorre anche in alcune preparazioni rinascimentali quale la ricetta numero 195 “Acqua d’angoli fina” de “Notandissimi secreti dell’arte profumatoria” e in quella sede viene generalmente interpretato come meliloto.
Fra le non poche varietà di agrumi presenti nei giardini medicei era tenuto in grande considerazione il cosiddetto cedrato di Firenze. Dal carteggio di Carlo I (successore di Alberico) sappiamo che i Granduchi si avvalsero della competenza dei sovrani di Massa in materia agrumaria e Ferdinando dei Medici spedì a Massa, il semplicista, con l’incarico di chiedere consigli su certi agrumi di cui poi lo stesso semplicista avrebbe fatto provviste a Pietrasanta. Bene fra le varie specie di aranci, cedri e limoni, Camporimaldo ospitava sicuramente detto limone cedrato. Non potevamo poi tralasciare il timo, pianta presente in ogni orto massese e carrarino. Se per le note di testa e di cuore eravamo a posto, mancavano le note di fondo. Sicuramente, una avrebbe dovuto rispecchiare la personalità di un principe, ed il nostro gusto si è orientato sul cedro dell’Atlante. Abbiamo poi cercato fragranze che, al tempo stesso, avessero la funzione di fissativo e fossero coerenti con quelle che erano le preparazioni rinascimentali: ci siamo quindi orientati verso lo storace ed il benzoino.
L’ aspetto che ci siamo sforzati di rispettare e che crediamo sia quello più affascinante, è collegare la cinetica del rilascio delle molecole odorose ( testa – cuore – fondo) con una realistica passeggiata di Alberico dall’agrumeto di Camporimaldo al Convento di San Jacopo.
“Memorie di casa” è una passeggiata sensoriale che parte dai giardini di agrumi di Camporimaldo e si addentra nel cuore della macchia mediterranea e dei giardini apuani: il calore fienoso del meliloto si sposa con l’asprezza del timo, riposando infine su un letto di resine balsamiche e legni nobili, antichi e rassicuranti: la sacralità dei ricordi al tramonto.”


