di Claudio Molinelli –

 

In un momento di grande mobilitazione di sindaci e cittadini per scongiurare la chiusura degli uffici postali nei piccoli centri di provincia, una buona notizia arriva da Contea, il cui ufficio postale non chiuderà.

Gli abitanti della popolosa frazione divisa fra Dicomano e Rufina possono tirare un sospiro di sollievo, lo ha annunciato ufficialmente il sindaco di Dicomano Stefano Passiatore.

 

In realtà l’ufficio di Contea non avrebbe mai dovuto chiudere; Poste Italiane aveva semplicemente sbagliato. Ad accorgersi dell’errore il sindaco di Dicomano: in pratica nel piano di Poste Italiane l’ufficio di Contea era stato considerato nel comune di Rufina; questo aveva fatto sì che l’ufficio sarebbe stato tagliato, visto che in questo comune sono presenti 3 uffici postali ed inoltre Rufina non viene considerato comune rurale, mentre Dicomano lo è.

L’ufficio di Contea è nel comune di Dicomano, dove gli uffici postali sono due, inoltre si tratta di un comune totalmente rurale e montano, con un rapporto fra abitanti ed ufficio di 1 a 2821 (mentre la chiusura e prevista se vi è un rapporto inferiore a 1 a 800), parametri sufficienti a scongiurare la chiusura.

Il sindaco Passiatore ha perciò scritto una lettera a Poste Italiane e ad AGCOM dove ha segnalato l’errore rifacendosi all’articolo 2 della delibera dell’Autorità Garante per le Comunicazioni e segnalando, appunto, le caratteristiche del suo Comune. Poste Italiane ha dato poi conferma che con i parametri giusti l’ufficio postale di Contea-Sandetole non chiuderà.

 

La vicenda che sembra uscita da un film di Totò degli anni ’50 conferma che le trappole della burocrazia italiana sono sempre in agguato, e che disattenzioni e leggerezze impreviste sono sempre possibili e incombono sugli ignari cittadini.

Ma per una volta la storia è a lieto fine.