Servizio di Silvia Fugi – Foto di Edoardo Abruzzese
L’olio extravergine d’oliva italiano è da secoli un vero e proprio oro verde: simbolo di cultura, salute e identità. Ogni goccia racchiude biodiversità, saperi agricoli e tradizioni tramandate da generazioni. Da nord a sud, dalle colline liguri agli uliveti pugliesi, l’Italia custodisce coltivazioni uniche al mondo, capaci di esprimere – attraverso gusto e profumo – la voce del territorio. In Toscana, dove l’olivo disegna il paesaggio e ne plasma l’anima, l’olio è molto più di un alimento: è civiltà, è il legame profondo tra uomo e Natura.
Tra i luoghi simbolo di questa cultura c’è Reggello, piccolo gioiello del Levante Fiorentino, che recentemente ha ospitato la 52ª edizione di ReOlio, rassegna dedicata all’olio extravergine e alle eccellenze del territorio. Oltre 3.000 visitatori hanno animato il Palazzetto dello Sport e, nell’incontro con i 13 olivicoltori protagonisti della manifestazione, hanno scoperto i segreti della nuova campagna olearia. Notevoli anche i numeri online: le pagine Facebook e Instagram del Comune e di ReOlio hanno raggiunto oltre 110.000 persone, 552.000 visualizzazioni dei post e un incremento del 200% delle interazioni negli ultimi giorni dell’evento.
Con il nuovo nome e una veste grafica più moderna, ReOlio 2025 abbraccia memoria e innovazione. Il gioco di parole tra “Reggello” e “Olio” sottolinea il ruolo del prodotto come “re” dei sapori mediterranei, simbolo identitario di una terra da secoli in simbiosi con i suoi ulivi. La manifestazione, promossa dal Comune, sostenuta da Regione Toscana, Vetrina Toscana, Città dell’Olio e Consorzio Olio Toscano IGP, ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento per l’olivicoltura toscana.
Dietro questo successo c’è l’immagine di un territorio che da secoli vive in simbiosi con l’olivo. Le terrazze coltivate a vigneti e oliveti che punteggiano le colline di Reggello risalgono almeno al XIV secolo, come documentano gli atti notarili e il Catasto fiorentino del 1427; già nel 1404, con lo Statuto della Lega di Cascia, si promuoveva la coltivazione dell’olivo come bene collettivo.
Ma non solo storia documentata, l’olio di Reggello è avvolto anche da una leggenda che mantiene il suo fascino. Si narra, infatti, che la sua origine risalga agli Dei dell’Olimpo: durante i banchetti divini utilizzavano un olio ottenuto dalla spremitura di un pugno di olive; un’oliva caduta sul terreno fu raccolta da un mercante etrusco e piantata a Reggello, ebbe vita così un nettare tanto delizioso quanto puro da essere degno della mensa degli stessi dei. Ancora oggi, la leggenda sopravvive tra i racconti tramandati di generazione in generazione: mistero e poesia continuano a caratterizzare uno dei prodotti più preziosi della Toscana.
Senza dimenticare che Plinio il Vecchio annotava che “nulla è più utile dell’olio, né più necessario alla vita dell’uomo” (Naturalis Historia, XV, 8): pensiero che trova pieno compimento nelle colline di Reggello dove il suo emblema di equilibrio, identità e bellezza continua a raccontare l’anima più autentica del nostro magnifico Paese!


