“Due donne di provincia” al teatro di Antella

di Claudio Molinelli – Dopo la messinscena, nella stagione scorsa, del ”Dialogo di una prostituta con un suo cliente”, prosegue...

di Claudio Molinelli – Dopo la messinscena, nella stagione scorsa, del ”Dialogo di una prostituta con un suo cliente”, prosegue al teatro di Antella la riproposizione dei testi teatrali di Dacia Maraini da parte della giovane compagnia “A_tratti_brevissimi”. Si tratta stavolta di “Due donne di provincia”, testo scritto nel 1973, e portato in scena da Caterina Fornaciai e Melania Genna, per la regia di Lorenzo Terenzi.

E’ la messa in scena di una forte complicità tra due donne, per una volta libere dai ruoli di mogli e madri, un serratissimo dialogo dove, sotto l’apparenza di un gioco, emergono i ricordi, le confidenze, le angosce, i sogni delle protagoniste, Magda e Valeria. Con l’aiuto di una bottiglia di whisky, le due amiche parlano delle loro vite, le famiglie e le preparazioni dei pranzi domenicali, i mariti e la vita sessuale, il ruolo materno e i figli. Il testo della Maraini è denso, magmatico, caustico e grintoso, e poggia su una corrosiva rappresentazione della donna mostrata in tutte le sfaccettature dell’ingrato ruolo di casalinga. In particolare è Valeria, più disinibita e smaliziata, a rimproverare Magda per la sua incondizionata adesione al ruolo di moglie e madre di famiglia borghese, fin troppo sacrificata: “ Tu sei meglio di così, ti mortifichi”, le dice a un certo punto, per poi definirla: “soldato del dovere femminile”. Nella serrata conversazione, che spesso si trasforma in due monologhi paralleli, sono molto evocati gli utensili della cucina e della pulizia, a rimarcare i compiti fissi, cui le donne sono tenute per secolare abitudine. Il clima giocoso dell’inizio lascia il posto a momenti di autentica rabbia, fino a culminare in una sorta di delirio verbale. L’intenso e liberatorio incontro termina com’era iniziato, le due donne si lasciano per tornare alla consuetudine delle loro esistenze.

La rappresentazione si svolge in uno spazio essenziale, una sorta di recinto delimitato da uno scotch steso in terra al cui interno le attrici pescano da due scatoloni tutti gli oggetti immaginari di cui si servono in scena; c’è poi un velo scuro che avvolge le protagoniste all’inizio e alla fine dell’azione a conferire un tocco di suggestiva vaghezza al destino delle protagoniste. La recitazione delle due attrici è convincente e risulta fondamentale per la riuscita dello spettacolo: Caterina Fornaciai dona al personaggio di Valeria tutta la curiosità e la grinta necessaria, mentre Melania Genna tratteggia bene i chiaroscuri e le fragilità di Magda; le due interpreti offrono una recitazione sanguigna e carica di pathos attingendo copiosamente alle loro doti mimiche.

Le attrici e il regista Lorenzo Terenzi hanno puntualizzato alcuni aspetti del lavoro: “ I testi teatrali di Dacia Maraini, che ci sostiene e segue con soddisfazione, sono ideali per la nostra compagnia; sono atti unici a due personaggi, ideali per una produzione attenta anche ai costi. Questo testo scritto nel 1973 conserva la sua attualità, poiché certe situazioni sono così anche oggi. Per dare più vita al testo, abbiamo introdotto l’idea del gioco, una dimensione infantile, in cui tra gioco e realtà l’inconscio viene a galla; poi, accentuando le indicazioni del testo, facciamo parlare Magda in siciliano, connotando con più forza il suo personaggio”.