Quello che non ti ho mai detto

a cura di Mariantonietta Rasulo – Il difficile rapporto tra un padre e un figlio, una vita stravolta da una...

a cura di Mariantonietta Rasulo – Il difficile rapporto tra un padre e un figlio, una vita stravolta da una grave malattia e un figlio che riscopre l’essenza vera dell’amore verso quel padre che ha sempre visto distante.

È la storia di Francesco, un ragazzo di sedici anni la cui vita subisce una scossa inaspettata : un bel giorno tra i banchi di scuola riceve una brutta notizia;  un ictus ha colpito improvvisamente suo padre costringendolo in un letto di ospedale.

Una terremoto per un ragazzo tranquillo, sereno, taciturno, che non accetta la malattia del padre e si chiude in un guscio fatto di tristezza, dolore e ricordi.

Grazie all’aiuto della sorella e alla responsabilità della famiglia che sente sulle sue spalle, Francesco capisce che è arrivato il momento  di reagire, che deve andare a trovare suo padre e stargli vicino per riportarlo a casa con lui.

Armato così di taccuino e di un piccolo coltellino da cui il padre non riusciva a separarsi, Francesco dà il via ad una vera e propria “lotta” contro il tempo per mantenere suo padre in vita raccontandogli ogni giorno una nuova storia da lui scritta, proprio come suo padre aveva fatto con lui da bambino.

Con uno stile molto semplice e sobrio e con una immensa maturità il giovane autore, Michele Ungolo, 26enne di Stigliano, in provincia di Matera, tocca temi profondi di assoluta attualità e sensibilità che riguardano principalmente il rapporto conflittuale  tra genitori e figli, la paura del fallimento  e della delusione, ma anche il delicato tema della rinascita dopo aver superato il vortice della depressione.

“ E’ un racconto autobiografico, ci spiega l’autore, è un pezzo della mia vita vissuto all’età di 16 anni quando un ictus ha improvvisamente colpito mio padre e stravolto la vita della mia famiglia. Ho cominciato a scrivere questo libro all’età di 19 anni ma solo due anni fa ho ripreso in mano il tutto per rimettere in ordine i miei pensieri e le mie emozioni e trasformarle in un romanzo.”