BIKE diventa una scienza accademica!

- di Giuseppe Ponterio - Sempre alla ricerca di spunti che facciano riflettere sulla eventualità di un mondo migliore in...

- di Giuseppe Ponterio -

Sempre alla ricerca di spunti che facciano riflettere sulla eventualità di un mondo migliore in cui ciascuno desideri davvero fare la sua parte, una domanda.

I luoghi deputati alla formazione hanno ancora il potere di sensibilizzare le nuove generazioni sulle sfide del futuro?
La risposta al momento è affermativa e viene dalla Germania.
La professoressa Jana Kühl è la prima docente di gestione e segreti della mobilità su due ruote, presso l’ateneo di Scienze applicate Ostfalia di Salzgitter, in Bassa Sassonia.
In un’intervista di Antonio Calitri, uscita recentemente sul Venerdì di La Repubblica, la prof spiega che le nostre città hanno sempre meno bisogno di automobili e, al contrario, sempre più forte è la necessità di servizi che incentivino la ciclabilità urbana.
Parcheggi per le biciclette e facilitazione delle norme per il trasporto delle stesse sui mezzi pubblici, ne costituiscono un esempio concreto. Anche perché, afferma Jana Kühl, sebbene in città l’uso delle bici sia in aumento, mancano tuttavia strutture adeguate di supporto.
Ed è da questa indagine che scaturisce la riflessione sul fatto che a dover cambiare debbano essere, in primis, la mentalità e la capacità di perceziome.
E’ difficile, infatti, pensare ad investimenti in opere pubbliche ecosostenibili se i cittadini non hanno gli strumenti per comprendere la necessità e l’importanza delle scelte .
Ecco allora che la formazione acquista un ruolo chiave, decisivo: è la conoscenza indispensabile allo sviluppo di coscienza e consapevolezza nei cittadini di domani.
In particolare, sostiene la docente, gli studenti che terminano il suo corso hanno l’opportunità di fornire le proprie competenze in uffici pubblici preposti alla pianificazione e alla consulenza urbanistica, o presso aziende che offrono modelli di business orientati al mercato delle biciclette.
Ridisegnare l’urbanistica delle nostre città in chiave ecologica: un modello, quello proposto da Jana Kühl nel suo corso accademico, sicuramente da imitare!