L’ Isola del tesoro!

- di Giuseppe Ponterio in collaborazione con la redazione di La Nuova Sardegna - Sardegna, regione “bianca”: mai come adesso...

- di Giuseppe Ponterio in collaborazione con la redazione di La Nuova Sardegna -

Sardegna, regione “bianca”: mai come adesso queste parole appaiono magiche!
Un’isola che continua a difendere il suo patrimonio incommensurabile, non solo dall’attacco del covid!
Ecco perchè particolare importanza acquista in questo momento la candidatura di tutto il sistema nuragico a Patrimonio dell’Umanità – Unesco.
Al momento l’unico bene culturale sardo incluso nella lista del Patrimonio Unesco è il complesso archeologico di Su Nuraxi a Barumini. Ma l’insieme di ricchezze prodotte dalla civiltà nuragica nell’isola è enorme: non esiste un territorio di dimensioni analoghe, ben 24mila chilometri quadrati, dove un ciclo ininterrotto di civiltà abbia lasciato così numerose testimonianze architettoniche. E tutte potrebbero presto entrare nella «magica» lista Unesco: 3500 Domus de Janas, interi campi e isolati Menhir, necropoli scavate nella roccia viva, circa 10mila torri nuragiche, semplici o complesse, le Tombe dei Giganti, sacrari federali e una rete di pozzi, fonti e opere idrauliche.
L’istanza per l’inserimento nella «tentative list» dei beni richiedenti la nomina quale Patrimonio culturale dell’Umanità è stata depositata lo scorso anno: ora si attende la decisione, ci sono buone probabilità di vittoria visto che questo potenziale di attrattività nel Mediterraneo è comparabile solo con l’Egitto dei Faraoni.
La Sardegna è un museo aperto che si sviluppa in gran parte nelle zone interne meno note ai viaggiatori, ma che grazie al «marchio» Unesco sarebbero riconosciute agli occhi del mondo intero con le evidenti ricadute economiche e sociali, specie in termini turistici, che questo comporterebbe per l’isola.
«L’idea dell’inclusione nasce dalla presa di coscienza dell’importanza che negli ultimi decenni i monumenti nuragici hanno assunto per i sardi, quali segni fondamentali della loro identità», spiega Michele Cossa, presidente dell’associazione ” La Sardegna verso l’UNESCO” e consigliere regionale dei Riformatori, il partito promotore di un’iniziativa poi condivisa a livello trasversale da tutte le forze politiche dell’isola.