Nelle botti piccole…l’esempio di Zeri!

- a cura della redazione di OrientePress – foto di Edoardo Abruzzese Piccoli Comuni …ma che cosa vuol dire? L’accezione...

- a cura della redazione di OrientePress – foto di Edoardo Abruzzese

Piccoli Comuni …ma che cosa vuol dire? L’accezione dipende dall’emittenza!!

Certo è che nell’accezione comune è quasi sempre sinonimo di “problema”!

E da qui potrebbe partire una lunga e corposa argomentazione, ma non è questa la sede.

Noi di OrientePress – Giornale delle Terre del Levante Fiorentino – abbiamo avuto sempre a cuore i problemi dei piccoli Comuni (meglio se di montagna…), siamo nati anche per questo.

Abbiamo lottato con essi contro la privatizzazione dell’acqua, contro la chiusura degli uffici postali, contro la distribuzione della posta due giorni la settimana, contro la chiusura di ambulatori e di reparti ospedalieri… sembra quasi che il “piccolo Comune” debba rimanere tale, non per la limitata estensione che potrebbe diventare valore aggiunto, ma per condizione sociale, servizi, reddito!

Nel 2012 abbiamo messo la nostra esperienza di comunicatori al servizio di uno splendido piccolo Comune di confine: Zeri!

E ne continuiamo a seguire le vicende … nella segreta speranza che possa servire da apripista!!!

Ed è per questo che vogliamo pubblicare la lettera che il Sindaco di Zeri ha scritto al Governatore della Toscana Enrico Rossi.

 Caro Presidente,

non sono iscritto al PD e ciò nonostante ritengo di rivolgermi a Te con queste sintetiche valutazioni che riguardano la vita di Zeri e dell’Italia.

Il paese Italia ha avuto un grande sviluppo allorquando i partiti popolari di maggioranza e di opposizione hanno saputo cogliere le esigenze dell’intero schieramento sociale con particolare e accurata attenzione alle fasce più deboli, con riforme strutturali, con spirito di libertà e sensibilità sociale.

Sono apprezzabili le motivazioni che sono alla base della “scissione” o meglio del distacco da linee liberistiche che hanno prodotto povertà, disagio e “scollamento” sociale.

Mi permetto di inviarTi un caldo invito “istituzionale” affinché si possa tornare allo spirito Costituzionale, considerato in molti articoli della Suprema Carta (art. 5, art. 1, …), che cancellò le aree vaste create nel 1926/1929.

I comuni montani stanno morendo e non possono certamente vivere con politiche che vogliono privatizzare l’acqua (vedi emendamento all’art. 6DDL2212 Atto Camera) o come il DDL 2541 AS ( ex PDL 65 AC) che promuovono norme “formali” e non sostanziali per i piccoli comuni.

Queste politiche comunque concentrano servizi e strutture nelle sole zone di “mercato”.

Mi permetto di rivolgermi alla Tua sensibilità politica e istituzionale affinché Tu possa essere promotore nella nostra Regione di una reale politica a favore dei piccoli comuni 123 e dei comuni montani 150, su un totale regionale di 277.

E non si dica che i Comuni sono troppi.

In Italia i comuni sono 7983, in Francia 38.000, in Germania 33.000. E questo è forse uno dei tanti motivi (non certamente l’ultimo) di un migliore coordinamento in Francia e in Germania con il territorio reale di quei paesi.

I Sindaci italiani sono baluardo di democrazia, eletti col proporzionale e con le preferenze. I Sindaci italiani non sono nominati. Sono invece reale applicazione dell’articolo 1 della Costituzione.

Lasciamo al ricordo del tempo andato gli accorpamenti fa Comuni. Se nuovi accorpamenti ci dovranno essere dovranno essere in base ad una scelta “umanistica” di maggiore tutela della persona, realizzati su base volontaria e democratica a maggioranze distinte dei due comuni e non a somme algebriche. Abetone e Pitigliano devono restare distinti. Così si è espressa la volontà popolare.

Spero che Tu ti faccia promotore di una effettiva gestione diretta e pubblica dei nostri acquedotti, di una minore invadenza da parte di autorità e società di capitali varie con tariffe acqua simbolo di ingiustizia sociale. La mancata, per fortuna, riforma costituzionale ( sonoramente bocciata il 04/12/2016 per volontà della stragrande maggioranza del popolo italiano) impone obbligatoriamente di riconsiderare le Province come reali ambiti territoriali ottimali attuali e di cancellare i vari tipi di aree vaste e strutture collegate ( ATO RIFIUTI , RetiAmbiente Spa, …) di riconsiderare le stesse competenze istituzioni esistenti determinate su base volontaria per sevizi e non per funzioni (Comuni, Province, Unioni su base volontaria) la gestione del territorio e delle varie attività secondo criteri di migliore servizio al cittadino (e non ai “clienti” secondo mere logiche ragionieristiche) in base a criteri di economicità, efficienza e convenienza per i cittadini.

Contrariamente ai principi di cui sopra, con Legge Regionale n.22 del 03.03.2015, la Regione Toscana, in attuazione della legge 7 aprile 2014, n.56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni – “Legge Del Rio”), ha provveduto al riordino delle funzioni, già esercitate dalle province e dalla Città metropolitana di Firenze, prevedendo il trasferimento alla Regione medesima delle competenze in varie materie tra cui quella delle acque. Con la delibera n.816 del 01/08/2016, la Giunta Regionale ha approvato i nuovi canoni sulle autorizzazioni delle acque. Nel caso del territorio della Provincia di Massa, dall’anno 2015 al 2016, si è riscontrato un incremento della tariffa per le acque potabili fino al 1.100%.

Ti ho esposto tutto questo senza spirito polemico, animato invece solamente da un dialogo costruttivo ispirato alle condizioni dei Comuni, come il mio, tra i più marginali per confine, per reddito, per condizione sociale, per povertà.

In attesa di un incontro Ti invio i più cordiali saluti.

 Egidio Enrico Pedrini