servizio di Silvia Fugi , foto di Edoardo Abruzzese
La Groenlandia è la più grande isola del pianeta, non classificata come continente: una superficie di circa 2,166 milioni di chilometri quadrati, oltre l’80% dei quali coperti da una colossale calotta glaciale permanente. Un territorio molto vasto, in gran parte disabitato, ma cruciale per l’equilibrio climatico globale: secondo i dati della NASA, il ghiaccio groenlandese contiene una quantità d’acqua tale da poter innalzare il livello dei mari di circa 7,4 metri in caso di fusione completa. (Fonte: https://science.nasa.gov/climate-change/)
A fronte di queste dimensioni, la popolazione è estremamente ridotta. Nel 2025 l’isola conta circa 56.700 abitanti, concentrati soprattutto lungo le coste. La capitale, Nuuk, che è il principale centro politico e culturale del Paese, ospita circa 20.000 persone in gran parte Inuit.
Dal punto di vista istituzionale, la Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca, pur godendo di un’ampia autonomia. Dal 1979 dispone di un Governo autonomo e di un Parlamento e, con il Self-Governement Act del 2009, ha acquisito ulteriori competenze.
Restano invece in capo a Copenaghen ambiti decisivi come la politica estera e la difesa. Una relazione complessa, che riflette il delicato bilanciamento tra aspirazioni di autodeterminazione e vincoli geopolitici.
La centralità di questo territorio è data anche dalla posizione geografica strategica: collocata tra Nord America ed Europa, affacciata sull’Oceano Artico e prossima alle principali direttrici polari, rappresenta un crocevia naturale tra i grandi spazi del Nord del mondo. Lo scioglimento incessante dei ghiacci, che allarma la comunità scientifica internazionale, rende progressivamente navigabili rotte marittime un tempo impraticabili, con la prospettiva di collegamenti più veloci tra Asia, Europa e America. Un cambiamento destinato a incidere profondamente sui futuri assetti dell’economia del pianeta.
Ma è soprattutto la ricchezza del sottosuolo a rendere la Groenlandia sempre più attenzionata. L’isola custodisce risorse naturali essenziali nel mercato globale: terre rare indispensabili per lo sviluppo dell’elettronica e la transizione energetica, minerali polivalenti, potenziali giacimenti energetici; stiamo parlando di un patrimonio naturale fondamentale per l’affermazione di tecnologie avanzate, la produzione di batterie, la realizzazione di infrastrutture digitali, l’ incremento di energie rinnovabili.
In Le avventure del capitano Hatteras Jules Verne scriveva: «Nei paesi dei ghiacci tutto appare immobile, eppure tutto è in movimento.».
Una metafora sicuramente calzante per la Groenlandia di oggi!


