L’anno che verrà

di Claudio Molinelli – Siamo alla fine dell’anno e per ciascuno di noi è tempo di bilanci e, ancor più,...

di Claudio Molinelli – Siamo alla fine dell’anno e per ciascuno di noi è tempo di bilanci e, ancor più, di buoni propositi per l’avvenire.

E’ fondamentale per tutti ritagliarsi uno spazio di riflessione nella perenne corsa dei nostri mille impegni per cercare di capire realmente cosa è importante per la nostra vita, che cosa, davvero, le dà un significato profondo.  Vivere in sintonia con le proprie aspirazioni, cercare di realizzare i propri sogni e desideri, svolgere gli impegni che siamo chiamati ad affrontare con serietà e coscienza: credo che questa sia la base su cui indirizzare la propria esistenza. In parallelo coltivare le relazioni e i rapporti umani col prossimo, specialmente i nostri cari, i genitori, i fratelli, le mogli, i mariti, i figli, quelle persone che ci accompagnano nel cammino della vita e senza le quali saremmo più soli e con le quali invece condividere gioie e dolori colora e riempie le nostre giornate; e apprezzare i doni dell’amicizia, una merce rara e preziosa, avere un amico che ti comprende, con cui confidarsi è un bene inestimabile. Questi sono valori eterni e sempre validi da mantenere o riscoprire e perciò da mettere in primo piano nel cesto dei buoni propositi per il futuro.

Certo i tempi sono quelli che sono, c’è una crisi economica pesante che dura da tanto, troppo tempo, e con cui dobbiamo fare i conti. E c’è il problema drammatico del lavoro, incerto per tanti, precario per molti, non facile da mantenere e ancor più difficile da trovare, un problema che ha condizionato e condiziona pesantemente le aspirazioni di più di una generazione, rendendo ostico anche il cammino per formare nuove famiglie. Questa congiuntura è non solo italiana, ma almeno europea, anche se altre nazioni sembrano difendersi meglio della nostra. Lo scenario internazionale, a sua volta, continua a proporre un purtroppo consueto bagaglio di crisi, povertà, guerre, di cui gli sbarchi spesso tragici di clandestini a Lampedusa e sulle coste siciliane sono soltanto la punta di un iceberg. In che cosa si può allora sperare in contesti così difficili e negativi? Esistono nel panorama mondiale figure politiche o leader in grado di dare una svolta o comunque una risposta efficace ai maggiori problemi?  L’elezione, e anche la rielezione, del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva suscitato grandi speranze; l’auspicio è che i prossimi tre anni dimostrino con i fatti che la fiducia nel suo indubbio carisma era ben riposta, e che, davvero, “il meglio deve ancora venire”. Anche l’elezione del nuovo pontefice, papa Francesco, ha portato una ventata d’entusiasmo nell’opinione pubblica mondiale; e indubbiamente la sua immagine e il suo agire sembrano davvero prefigurare un’azione capace di parlare nel profondo alle coscienze non solo dei cristiani ma di tutti. Per quanto riguarda lo scenario italiano, si propone con forza sulla scena politica, da sempre allergica a interpreti giovani, la figura del sindaco di Firenze Matteo Renzi. La speranza è che alla prova dei fatti, il “rottamatore” sappia esprimere il “sacro fuoco” che lo contraddistingue in un’ azione politica chiara, onesta, efficace. Il nostro Paese ha davvero bisogno di aria pura, trasparenza, corretta gestione di un ambiente e un patrimonio artistico e culturale unico e invidiato dal resto del mondo.

Sarebbe bello se anche il nostro cinema, in un passato non lontano all’avanguardia mondiale, il teatro, la letteratura, ricominciassero a sfornare talenti e opere, frutto di quel riconosciuto genio nazionale che sembra essersi col tempo inaridito.  Ci rimane lo sport, quello professionistico che tanti atleti onorano al meglio, spesso tra l’indifferenza generale, salvo il breve periodo delle olimpiadi, dove puntualmente ci si aspetta da loro le medaglie; e quello dilettantistico, praticato da milioni di appassionati che incarnano l’idea più genuina della pratica sportiva. E naturalmente il calcio, la nostra passione nazionale, che sopravvive ostinatamente agli scandali, ai cori beoti delle curve, agli orari demenziali imposti dalle Pay-tv.  A giugno ci saranno i mondiali in Brasile; le nostre speranze s’appuntano sugli azzurri, sui veterani Buffon e Pirlo, e i più giovani Balotelli e il viola Giuseppe Rossi, guidati da Cesare Prandelli, un ottimo allenatore e persona di grande spessore che noi fiorentini ben conosciamo. Al di là del risultato finale è auspicio fondato che ci comporteremo bene.

Come diceva Lucio Dalla in una delle sue splendide canzoni: “L’anno che verrà…porterà una grande trasformazione”.  Crediamoci e proviamo a realizzarla. Buon anno a tutti.