Associazione Senza Barriere: dove “diversamente abile” è normale!

a cura della redazione di OrientePress –  L’Aseba,  Associazione Senza Barriera, rappresenta una ricchezza sociale per tutto il territorio del...

a cura della redazione di OrientePress –  L’Aseba,  Associazione Senza Barriera, rappresenta una ricchezza sociale per tutto il territorio del Valdarno fiorentino: si occupa da sempre delle problematiche dei diversamente abili con l’obiettivo di promuovere  iniziative per il loro coinvolgimento in una vita “normale”e di sostenere le famiglie, grazie soprattutto ad un encomiabile lavoro di volontariato.

L’Aseba, formata da 120 persone,  tra sostenitori e genitori, ha la sua sede legale a Figline Valdarno,  in via della Vetreria 103 (055.9153564), dove si trova anche un laboratorio aperto il martedì e il giovedì dalle 15.00 alle 18,30.

E non solo… in via Mazzini, 7  a Rignano (055.8347050) ha sede il laboratorio artistico Il Forno, aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15,30 alle 18,30, che sabato 25 maggio scorso  ha festeggiato  il 20° anniversario di attività.

Tra le varie iniziative  intraprese da Aseba particolare significato ha l’allestimento di un appartamento dove persone con vari tipi di handicap, dai 18 fino ai 50 anni, vivono a  rotazione con l’aiuto di operatori qualificati una esperienza di vita “normale” in un condominio abitato da inquilini “normali”.

La vita in casa tende a valorizzare le potenzialità di ciascun ospite: c’e chi si occupa delle pulizie, chi prepara la cena, ma  i più giovani  si recano insieme anche al supermercato o al pub.

Il Comune di Figline Valdarno ha messo a disposizione gratuitamente la casa di circa 100 metri quadrati - spiega la presidente di Aseba Nanda Pratellesi, madre di una giovane portatrice di handicap –  che dispone di tre camere da letto, una cucina soggiorno, due bagni e un grande terrazzo. E’ stata arredata dai genitori dei ragazzi con mobili, stoviglie e biancheria, ma anche con qualche oggetto familiare, tutto per far sentire ciascuno a proprio agio. Anche la posizione, vicino a un bar e a un supermercato e alla eco-stazione dei rifiuti, è stata studiata per favorire il completo inserimento sociale degli ospiti.  All’ inizio dell’esperimento  nel 2003 erano 24 i giovani che vivevano insieme  prevalentemente dalle 16.00 alle 21.30; presto sono diventati 35 e hanno chiesto di passare la notte nella casa. Quindi si è dovuto creare un nuovo turno che preveda la permanenza in casa dal lunedì alla domenica pomeriggio. Ma i continui tagli ai servizi sociali non hanno risparmiato questo laboratorio di convivenza e la permanenza dei ragazzi durante la settimana è stata notevolmente ridotta. La casa viene chiusa per ferie forzate durante i mesi estivi da giugno ad agosto”.