A proposito di sperimentalismo democratico: l’intervista al sindaco di Pontassieve

di Marco Mairaghi- “ Ad un certo punto bisogna passare dalle affermazioni di principio ai fatti.

Se ne siamo convinti  il rapporto tra cittadini e istituzioni deve essere rivisto in fretta: la democrazia nel nostro tempo non può vivere solo con la verifica elettorale ogni cinque anni.

Siamo convinti che la crisi in atto non verrà superata tornando dove eravamo ma raggiungendo un

nuovo equilibrio sociale, è il caso di cambiare i comportamenti.

Di inventarsi qualcosa che non sarà ancora del tutto definito, che dovrà essere messo a punto strada facendo, ma che ridefinisce il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini, rappresentati e rappresentanti.

Questo credo sia anche lo “sperimentalismo democratico“di cui si parla in queste settimane.

Ma è anche un frutto antico della nostra democrazia così piena di storie di volontariato, cooperative, Società di mutuo soccorso e Misericordie che anche nell’epoca del web rimangono forme essenziali di attivazione dei cittadini per il bene comune.

Ecco, questo è il punto di svolta, il passaggio d’epoca che stiamo vivendo. Sino a pochi anni fa al crescere dei bisogni dei cittadini si pensava che potesse corrispondere un settore pubblico sempre più in grado di rispondere con nuovi servizi. Questo tempo è finito. Le finanze pubbliche non

potranno più aumentare e anzi, nel medio periodo,saranno ancora più contenute. Bisognerà riuscire a fare più qualità con minori risorse economiche, altrimenti la forbice aumenterà e l’insoddisfazione dei cittadini sarà destinata a crescere.

E’ questo che ci ha spinto a realizzare un rendiconto di mandato attraverso l’istituzione di un laboratorio civico che abbiamo chiamato “Pontassieme” per innestare  nuove esperienze di democrazia deliberativa sulle tradizionali forme di partecipazione popolare tipiche delle nostre comunità.

A Pontassieve nel 2014 si voterà e il sindaco non potrà essere confermato. Il rendiconto di fine mandato è un atto dovuto per legge,  è un modo per richiamare l’attenzione degli elettori, ma anche dei futuri candidati, sulle cose che davvero si possono fare, le speranze ragionevoli, piuttosto che sulle dichiarazioni di principio che servono a scavare solchi e a diffondere smisurate speranze che presto si trasformano in  delusione e rabbia.
Per questi motivi il rendiconto di mandato può diventare un processo di coinvolgimento di tutto l’associazionismo presente a Pontassieve, allargandosi ai cittadini e diventando il luogo dove, in trasparenza, si discute di cosa va e cosa no, cosa si vorrebbe e cosa non si vorrebbe accadesse in città.
Un  percorso assistito anche dai dipendenti comunali, già disponibili a portare le loro competenze per dar argomenti e tutte le risposte necessarie.

Un percorso per creare un tessuto comune di confronto preceduto dalla messa a fuoco di tre aspetti conoscitivi essenziali di chi vive Pontassieve: i sogni, i diritti e le risorse pubbliche, come si usa il denaro dei cittadini, coinvolgendo anche studiosi di fama.

Poi i cittadini, assistiti dalle nuove opportunità offerte dal web, si divideranno in due gruppi di lavoro (economia e territorio da un lato e servizi sociali, scuola e cultura dall’altro) per contribuire a formare il rendiconto di mandato che vorremmo giungesse anche a vere e proprie deliberazioni come nel caso della ex area ferroviaria. Una delle grandi scelte da compiere per il futuro che spetterà al prossimo Consiglio.

E il rendiconto del laboratorio civico sarà solo un lascito della esperienza fatta.

Ai nuovi organismi comunali – consiglio, giunta e nuovo sindaco – spetteranno le decisioni che la nostra democrazia rappresentativa attribuisce loro e che la nostra sperimentazione democratica vuole rafforzare e non sostituire.”