A scuola di legalità: un viaggio contro le mafie

a cura della redazione di OrientePress  –  Sono salpati con la Nave della legalità, una soluzione per tentare di sconfiggere...

a cura della redazione di OrientePress  –  Sono salpati con la Nave della legalità, una soluzione per tentare di sconfiggere le mafie.

I ragazzi della quinta classe della scuola primaria di Londa hanno partecipato al bando di concorso del Senato “vorrei una legge che”,  e sono stati selezionati dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone tra le scuole vincitrici di “Geografia e legalità: sconfiggere le mafie nella mia regione”.

Questo ha permesso loro di essere sulla “Nave della legalità” salpata da Napoli ed approdata a Palermo  in occasione del ventunesimo anniversario della strage di Capaci, dove persero la vita Giovanni Falcone , la moglie Francesca Morvillo e la scorta.

La classe è composta da 18 ragazzi che hanno lavorato con  le insegnanti Elisabetta Taccini, Nicoletta Solerti e Sara Nisi; purtroppo solo sei sono stati gli alunni sorteggiati per partecipare al viaggio.

I protagonisti racconteranno la loro esperienza a tutta la comunità sabato 1 giugno alle ore 10.00 all’interno della sala consiliare del Comune di Londa.

Ecco il testo della proposta di legge elaborato dai ragazzi e premiato:

Vorrei una legge che si occupasse delle persone indifese  in modo che i più deboli vengano trattati come le altre persone. Esistono delle persone che non vogliono più vivere, soffrono, hanno paura del nuovo giorno e della vita, ma allo stesso tempo della morte; tutto questo è basato sui soldi, sull’economia e sul lavoro. Si sa che c’è la crisi per tutti, però quelle persone che non hanno niente, si sentono inutili, hanno fame e sete, freddo e caldo. E chissà quando passa qualcuno con un vestito di marca come si sentono? Si sentono niente, ecco come si sentono! Purtroppo molte volte anche i bambini vengono trattati con minore importanza degli adulti e a volte totalmente trascurati, così come succede alle persone con difficoltà, anche diversamente abili che a volte vengono definite “inferiori”. Questa legge dovrebbe metter fine alla trascuratezza nei loro confronti, a farli aiutare, incoraggiarli e“dotarli”, magari, di più diritti, proprio come le persone comuni.

Queste le finalità: rispetto e tutela dei bambini e delle persone indifese in quanto il rispetto è alla base di una società democratica; chiediamo quindi la salvaguardia dei più deboli. Vorremmo che tutti, quando vedono qualcuno in difficoltà pensassero “E se io fossi al suo posto?”.