Vallombrosa entra a pieno titolo nel progetto canadese Forest model

di Jacopo Zucchini- Siamo andati a Vallombrosa a controllare come procede il progetto a noi caro “Forest model”.

Così si è espresso Toni Ventre, responsabile dell’Area gestione, difesa ed uso del territorio dell’Unione dei Comuni di Valdarno e Valdisieve, nel suo ufficio del Corpo Forestale di Vallombrosa:
Quali sono le ragioni che vi hanno spinto a realizzare una Foresta Modello sul territorio dei Comuni Valdarno e Valdisieve?

Come Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve, abbiamo voluto dare seguito applicativo all’adesione data alla Rete Mediterranea delle Foreste Modello, nel giugno 2009, dalla Regione Toscana. Di fatto riteniamo che il nostro territorio, per le peculiari caratteristiche ambientali e socioeconomiche che vedono una molteplicità di soggetti pubblici e privati interagire con il sistema foresta, possa essere particolarmente vocato nella attuazione del processo Foresta Modello esaltandone gli aspetti di gestione partecipata.

Che ruolo gioca la formazione, la cultura del “saper fare”, l’informazione nello sviluppo della foresta modello in altre regioni appenniniche e alpine?

E’ proprio il sistema della Rete Internazionale delle Foreste Modello che punta alla condivisione delle conoscenze e delle esperienze dando modo a realtà anche molto lontane fra loro di implementare il “saper fare” altrui adeguandolo al proprio contesto. In questo senso la Rete Mediterranea delle Foresta Modello risulta ancora più funzionale agli obiettivi posti in virtù di una relativa omogeneità ambientale e culturale. Arrivando alla scala nazionale daremo il massimo impegno affinché il nostro percorso possa rendere più agevole quello di altri territori nelle altre regioni appenniniche e alpine.

Come la filiera del legno-cippato entra nel processo Foresta Modello?

Come tutti gli ambiti afferenti al sistema foresta, produttivi e non, la filiera legno-energia entra a pieno titolo nel progetto in quanto rappresentando un settore in forte sviluppo e con una significativa accezione innovativa, implica la necessità di compartecipazione nelle decisioni che soddisfino, allo stesso tempo, le esigenze di sostenibilità ambientale, economica e sociale. A maggior ragione in un territorio come il nostro che ha visto la realizzazione del primo impianto di teleriscaldamento a biomasse in Toscana (da 320 kWt e 130 ml di rete a servizio di edifici pubblici) a cui sono seguiti altri tre da circa 1 MWt di potenza ciascuno (Pomino, Castagno e Vallombrosa) a servizio di comunità rurali (oltre 180 utenze complessive). Nell’auspicabile sviluppo della filiera, il processo Foresta Modello dovrà ulteriormente favorire e ampliare la connessione tra i diversi protagonisti della filiera i quali potranno/dovranno collaborare all’individuazione dei criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica fin qui stabiliti dalla PA in compartecipazione con le singole comunità dove gli impianti sono stati realizzati.
In estrema sintesi riteniamo che al fine di perseguire e mantenere il corretto equilibrio tra l’interesse della collettività e quello dell’imprenditoria, è fondamentale instaurare, a livello locale, una comunicazione continua e attiva tra la Pubblica Amministrazione e il settore privato in modo tale da individuare in modo chiaro gli obiettivi strategici condivisi e “correggere il tiro” continuamente durante il percorso per la loro realizzazione.

Questo di Vallombrosa è l’unico esempio virtuoso in Italia, é possibile estenderlo in qualche altra regione italiana?

Nonostante il forte impulso degli ultimi anni, il settore risulta avere ancora tutti i difetti di “gioventù” tipici della “tenera età” e principalmente l’inesperienza di tutti i soggetti coinvolti e in particolar modo: amministrazioni locali, tecnici progettisti, gestori di impianti e gestori della filiera di produzione del combustibile. Credo che un ulteriore sforzo vada fatto da parte delle amministrazioni regionali, così come dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria affinché sempre più siano rese disponibili le esperienze degli impianti già in funzione con grande attenzione soprattutto agli eventuali errori commessi in passato.