Digitalizzare la memoria

– servizio di Giuseppe Ponterio – Quando un contenuto, che sia un dipinto o un testo, entra sul web diventa...

– servizio di Giuseppe Ponterio –
Quando un contenuto, che sia un dipinto o un testo, entra sul web diventa patrimonio di tutti e da tutti fruibile!
E’ la digitalizzazione della memoria: se ne è parlato recentemente al Real Collegio di Lucca nel corso del LuBeC 2021, la XVII edizione dell’incontro internazionale dedicato alla conoscenza e allo sviluppo del connubio cultura-innovazione: “Cultura 2026- Competitività, innovazione e digitalizzazione”, un titolo che suona come un monito.
Ripartire dalla cultura, come settore economico strategico, il 5,7% del Pil, e riflettere sulle sfide che il digitale è, e sarà, in grado di garantire, anche attraverso i fondi stanziati dal PNRR: tra gli interlocutori coinvolti, il Ministero della Cultura e la Regione Toscana.
Il presidente Giani si è mostrato entusiasta all’idea di far partire proprio da Lucca- “città di grande bellezza e forte identità”- un dialogo internazionale all’insegna della cultura.
Insomma, dopo il Think- Festival della cultura digitale, organizzato a Figline-Incisa, il tema beni culturali e innovazione tecnologica vede attive, in prima linea, anche realtà più contenute.
E’ il caso di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, dove si è appena concluso il convegno “Digital Mantegna”… Il primo di una lunga serie in programma.
Si tratta di un progetto in itinere che terminerà con la realizzazione, entro la prima metà del 2023, di un museo digitale permanente all’interno della biblioteca comunale, come ha spiegato l’Assessore alla Cultura, Debora Mazzon.
Un’iniziativa che vede la stretta collaborazione tra il Comune e Centrica, società di matrice fiorentina fondata nel 1999 che si occupa di digitalizzare ad alta definizione le opere d’arte, aiutando studiosi e appassionati a focalizzare l’attenzione su dettagli, altrimenti, poco decifrabili.
Per il momento, sono sette le opere del Mantegna ad essere digitalizzate.
L’obiettivo, come ha spiegato il sindaco Valter Milani, è quello di “riportare a casa, in un’ottica di recupero del rapporto simbiotico tra arte e territorio, uno dei volti più autorevoli del Rinascimento italiano”.