Ma quale ben-essere?? Economia e finanza nell’era no-carbon

- cura del direttore – foto di Edoardo Abruzzese -  Si è appena concluso il XIV Forum Internazionale della stampa...

- cura del direttore – foto di Edoardo Abruzzese - 

Si è appena concluso il XIV Forum Internazionale della stampa ambientale, organizzato da Greenaccord in collaborazione con la Regione Toscana e Enel Green Power.

Si è concluso in un Teatro della Compagnia, fresco di restauro, elegante e raffinato, ma drammaticamente vuoto.

Sì, perchè all’invito degli organizzatori, di fronte a giornalisti provenienti dall’Australia, dal Costa Rica, dagli Stati Uniti, dal Brasile, dalla Cina, dall’Arabia…la comunità cittadina e le sue Istituzioni non hanno risposto: è domenica mattina, piove… ci sono altre priorità!

Sicuramente un forte incentivo ad andare avanti! L’impegno di Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord!

La Steady state economy e l’etica dello sviluppo: questo il tema della sessione conclusiva sul quale si sono confrontati, con la platea dei media internazionali, i più autorevoli analisti del problema nel mondo, dalla vice ministra dell’Ambiente del Costa Rica a Fritjof Capra, direttore del Center of Ecoliteracy dell’Università di Berkeley in California.

Una presa d’atto da una parte, progetti di speranza dall’altra, ma chi chiamato in prima persona ad un impegno quotidiano in favore dello sviluppo collettivo, quello vero, quello che va oltre i dati del pil, presente e futuro… (purtroppo per lui!) non c’era!

I precedenti due giorni di Larderello, patria della geotermia, dedicati a sviscerare il rapporto tra economia e finanza e conseguenze dei cambiamenti climatici hanno messo in luce, attraverso contributi di altissimo livello, un quadro concettuale abbastanza esaustivo per individuare soluzioni economicamente valide, ecologicamente sostenibili e socialmente eque.

Le persone infatti spesso non capiscono quali sono le condizioni che contribuiscono al loro sano sviluppo, soprattutto gli elementi appartenenti al contesto naturale: dobbiamo prendere consapevolezza che esiste un insieme di necessità, di emozioni positive, di coerenza tra quello che si fa e ciò che ci aspettiamo; un insieme di indicatori che devono integrare le finalità complessive del reale progresso!

Ecco il senso di una “buona crescita” dalla quale scaturisce il vero “benessere”, il senso di capire e perseguire quegli aspetti del pil che contribuiscono al suo consolidamento e quali quelli da eliminare, perchè rappresentano solo costi.

Un salto di qualità della coscienza collettiva: vivere in modo sostenibile significa vivere in simbiosi con tutta la comunità…umana, e non umana.

E intorno a questa consapevolezza, l’impegno di ciascuno a creare consenso!