Non basta la slavina e il terremoto? Anche la burocrazia vuole fare la sua parte!

- servizio a cura di Nadia Fondelli - Mesi fa, dopo l’infelice decreto Madia che di fatto cancellava il Corpo...

- servizio a cura di Nadia Fondelli -
Mesi fa, dopo l’infelice decreto Madia che di fatto cancellava il Corpo Forestale dello Stato con i suoi quasi duecento anni di storia, la sua autonomia investigativa e i tanti successi ottenuti nell’ambito del soccorso in montagna, in mare e nella lotta alle ecomafie, noi di OrientePress sollevammo le nostre perplessità.
Non ne capivamo il motivo. Non capivamo perché si volesse depotenziare un fiore all’occhiello dell’Italia in nome di una razionalizzazione delle funzioni e risparmio di spesa che non intravedevamo.
Eravamo convinti che quello fosse solo un grossolano errore anche perché la nostra Costituzione vieta peraltro di militarizzare i civili se non in occasioni straordinarie.
Ma nonostante si sia cercato di chiedere almeno un rinvio della decisione l’ex governo Renzi non volle sentire ragioni e così, dal 31 dicembre 2016 il Corpo Forestale non esiste più, le sue divise sono state regalate ai pari grado macedoni ed è in atto la militarizzazione forzata dei suoi addetti.
Purtroppo, i fatti tragici di questi giorni ci hanno fatto, drammaticamente capire quanto facevano comodo!

Di ieri la dichiarazione choc dell’ex grande capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che, intervistato sul presunto ritardo nei soccorsi dopo la slavina che ha travolto un hotel in Abruzzo si è tolto qualche sassolino dalle scarpe.
Il più clamoroso quello di ammettere che gli elicotteri dell’ormai ex corpo non erano potuti intervenire perché in manutenzione.
Una dichiarazione che non ha fatto altro che soffiare sul fuoco della polemica, ma un fatto comunque che, se confermato, sarebbe clamoroso anche se non sconvolgente in un Paese come il nostro che vive (e muore) di burocrazia.

Per saperne di più ne abbiamo parlato con Danilo Scipio segretario dell’Unione generale lavoratori del Corpo Forestale dello Stato che chiarisce subito che la paventata manutenzione degli elicotteri è una bugia buona.

In realtà gli elicotteri sono bloccati dalla burocrazia. Mancano certificazioni e timbri e il passaggio da un corpo civile a uno militare presuppone normative particolari e tempi lunghi. Gli elicotteri devono essere convertiti e accessoriati alla bisogna di un corpo militare e le licenze dei piloti devono essere convertite.
Per fare questo serve tempo. Sia che si debba volare di giorno che di notte. Molto tempo e tanti soldi perché i velivoli militari costano molto di più in manutenzione rispetto ai civili sia adesso che in futuro.
Quanto agli elicotteri fermi per manutenzione un po’ di verità c’è. Alcuni sono fermi davvero per manutenzione ma da tempo; ovvero da quando erano finiti i soldi e non si è provveduto oltre a causa dell’ormai certa dismissione del corpo.
I nostri elicotteri hanno volato fino al 29 dicembre scorso e a niente è servito anche il suggerimento del parlamento che chiedeva al governo di prendere tempo immaginando che la burocrazia avrebbe ritardato tutto”.

Fortunatamente però, racconta Scipio, alcune elite dell’ex Corpo Forestale quali il soccorso alpino e le squadre nautiche sono già operative con le nuove casacche della Guardia di Finanza. E probabilmente erano ex forestali anche alcuni di quegli uomini della colonna di soccorso che per primi sono entrati nell’hotel Rigopiano a compiere il miracolo!